This paper intends to illustrate the criteria that presided over the establishment of a new textual base dedicated to the Old French: the EXOMARE base. The project focuses on a limited segment of language use: the works belonging exclusively to the literary dimension of writing, with a focus on the roman. As a first case study the base will dedicate specific attention to the sub-genre of Romans antiques, between 1150 and 1250, since it is in their texts that the expression mettre en romanz is established in its double value of linguistic translation, from Latin to the vernacular, and formal translation, from the sources to the octosyllable. The element that should characterize the EXOMARE base compared to other existing ones is first of all the choice to build the textual corpus in a homogeneous way with respect to the textual typology, distinguishing between literary textuality and documentary textuality (excluded); and secondly, the proposal to create "Works corpora", that is, to use, for each work the transcription of all the manuscripts of its tradition, in order to follow the linguistic variation of the same lexical set, that of the text of the work, through its various witnesses.
Il contributo intende illustrare i criteri che hanno presieduto alla costituzione di una nuova base testuale consacrata all'ancien francais: la base EXOMARE. Il progetto si focalizza su un segmento limitato di uso della lingua: opere appartenenti alla dimensione letteraria dello scritto, in particolar modo al genere roman. Come primo caso di studio la base dedicherà una specifica attenzione al sotto-genere dei romans antiques, fra il 1150 e il 1250, dal momento che è nei loro testi che si afferma l'espressione mettre en romanz nella sua doppia valenza di traduzione linguistica, dal latino al volgare, e formale, dalle fonti all'ottosillabo. L'elemento che dovrebbe caratterizzare la base EXOMARE in confronto alle altre già esistenti è in primo luogo la scelta di costruire il corpus testuale in modo omogeneo rispetto alla tipologia testuale, distinguendo fra testualità letteraria e testualità documentaria (esclusa); e in secondo luogo la proposta di creare dei "corpora d'Opera", di utilizzare cioè, per ciascuna opera, la trascrizione di tutti i manoscritti della sua tradizione, al fine di seguire la variazione linguistica di uno stesso bacino lessicale, quello del testo dell'opera, attraverso i suoi vari testimoni.